Che cos’è la tecnica cel-shading nella pittura di miniature?

che cos’è il cel shading - Krillin

Krillin dipinto con la tecnica toon-shading

La tecnica cel-shading nella pittura di miniature è un metodo stilistico il cui obiettivo principale è riuscire a fare in modo che un oggetto fisico tridimensionale sembri piatto, imitando lo stile visivo di un fumetto, di un’illustrazione tradizionale o di una serie animata. Conosciuta anche come toon shading, questa tecnica abbandona il fotorealismo e le transizioni morbide di colore per concentrarsi su un contrasto elevato e sull’applicazione di blocchi di colore ben definiti.

A differenza delle tecniche tradizionali di pittura di miniature, che cercano di simulare un volume realistico attraverso sfumature e passaggi graduali, il cel-shading richiede che il pittore riduca la palette di colori a pochi toni per ogni area e separi in modo chiaro le luci dalle ombre. Il risultato è un pezzo che sembra disegnato a mano, ottenendo un impatto visivo basato sulla saturazione e sulla demarcazione rigida delle sue forme.

Differenze tra il cel-shading nel design 3D e nelle miniature

Il termine cel-shading non viene impiegato soltanto nella pittura di miniature, ed è interessante saperlo distinguere correttamente per non confondersi e non applicare la tecnica sbagliata. Nel design grafico al computer, il cel-shading è un processo di rendering non fotorealistico. In questo ambito, un programma informatico calcola l’illuminazione di un modello 3D virtuale e applica un filtro o un algoritmo che riduce i gradienti di luce a bande di colore solido, aggiungendo automaticamente contorni neri affinché la grafica tridimensionale sembri un’illustrazione piatta.

Goku Super Saiyan tecnica cel shading

Goku Super Saiyan dipinto da @isc_repaint

Al contrario, la tecnica cel-shading nella pittura di miniature funziona attraverso un adattamento al mondo reale. L’artista comincia da un oggetto che è già tridimensionale e fisico, che interagisce in modo naturale con la luce dell’ambiente creando i propri mezzitoni e le proprie sfumature morbide. Per ottenere l’effetto fumetto, il pittore deve distruggere quella illuminazione naturale omettendo i mezzitoni sfumati. Al loro posto, il pittore ignora la sfumatura, o blending, e dipinge linee dure e blocchi di colore opachi direttamente sulla topografia della figura, costringendo l’occhio a percepire la figura 3D come una rappresentazione 2D.

Principi fondamentali della tecnica cel-shading

Uno dei pilastri del cel-shading è la limitazione della palette di colori e l’applicazione mediante blocchi solidi. Invece di mescolare i colori direttamente sulla miniatura, cioè mediante wet blending, si applicano tra tre e cinque strati di colore diverso su ogni superficie, riducendo la zona dipinta con ogni strato aggiuntivo per costruire le aree di maggiore luce. I lavaggi di pittura, o washes, vengono utilizzati raramente in questa tecnica, poiché non generano le ombre rigide e controllate che lo stile fumetto richiede.

La comprensione della luce direzionale è un altro principio rigoroso. Anche se il risultato finale deve sembrare un disegno piatto, l’artista deve assimilare il modo in cui la luce inciderebbe sul volume dell’oggetto per collocare i blocchi di colore nel punto anatomicamente corretto. Un metodo abituale e molto pratico per risolvere questo problema consiste nel primerizzare la miniatura in nero, posizionarla sotto un’unica fonte di luce e scattare diverse fotografie da differenti angolazioni. Queste fotografie serviranno come riferimento fisso e immutabile durante tutto il processo di pittura per sapere esattamente dove collocare i blocchi di luce e quelli di ombra.

La scelta del colore nel cel-shading rifiuta la rappresentazione precisa della realtà a favore dell’impatto visivo. I colori scelti sono di solito toni molto saturi e vibranti. L’obiettivo non è chiedersi di che colore sia realmente un oggetto nel mondo fisico, ma quale colore genererà una migliore lettura visiva e un maggiore contrasto nella composizione.

dipingere Cell di Dragon Ball con la tecnica cel shading

Cell perfetto di Dragon Ball Z dipinto da @alohachannel_

Anche la gestione dei metalli segue regole specifiche. Le pitture metalliche tradizionali, con pigmenti brillanti o glitter, vengono solitamente evitate. Al loro posto si utilizza una versione semplificata della tecnica del “Non-Metallic Metal”, o NMM secondo la sua sigla in inglese. Si usano pitture acriliche opache convenzionali, selezionando circa quattro toni solidi, per esempio grigio azzurrato per le aree sopra la verticale, grigio per la verticale, blu scuro per l’ombra e nero per l’ombra profonda. Questo approccio frammenta il riflesso metallico in sezioni dure di luce e ombra.

Materiali e strumenti consigliati

Per eseguire la tecnica cel-shading nella pittura di miniature in modo efficace, è necessario disporre di materiali che favoriscano l’opacità dei colori e facilitino la delineazione delle forme. A seconda dei colori finali, gli artisti regolano le proprie primerizzazioni e i propri strumenti per ottenere tagli di colore definiti.

MaterialeUso nella tecnica cel-shadingEsempio o variante consigliata
PrimerStabilisce la base. Si usa il nero per facilitare i riferimenti fotografici della luce oppure il bianco per colori molto vibranti.Primer nero opaco o bianco, a seconda del livello di saturazione desiderato.
Pitture acriliche opacheCostruzione di colori solidi senza transizioni.Richiedono alta copertura. Colori opachi e saturi, evitando pitture metalliche con brillantezza reale.
Inchiostri acriliciOmbre profonde e delineate negli incavi.Inchiostro acrilico nero fluido, per esempio India Ink.
Pennarelli ricaricabiliDelineazione o blacklining dei bordi duri in modo controllato e uniforme.Pennarello di pittura acrilica nera con punte fini e a scalpello.
Pennelli cel-shadingApplicazione dei blocchi base, con un pennello morbido, e dei dettagli minuziosi o dell’edge highlighting, con un pennello fine.Pennello da dettaglio a punta fine, pennelli cilindrici per tratti di blocco.

Il processo passo dopo passo per applicare la tecnica cel-shading nella pittura di miniature

L’ordine di lavoro deve essere metodico e strutturato. A differenza di altre tecniche di pittura in cui si può improvvisare mediante velature, qui le fasi sono rigidamente separate per mantenere la pulizia visiva delle divisioni di colore.

1. Preparazione e studio della luce. Primerizzazione della figura e scatto di fotografie con illuminazione zenitale o direzionale per usarle come mappa permanente di luci e ombre, opzionale.

2. Strato base. Applicazione di uno strato di pittura solido e ad alta copertura su tutte le aree, assicurandosi che non rimanga alcuna texture irregolare.

3. Blocco di ombre e mezzitoni. Applicazione dei colori intermedi e dei colori d’ombra, sempre adiacenti gli uni agli altri e senza cercare di sfumare le linee che li separano. I tagli tra i colori devono essere precisi.

4. Luci alte e riflessi. Inclusione del colore più chiaro nelle zone che ricevono luce diretta, arrivando in alcuni punti specifici ad applicare punti o piccole linee di bianco puro per simulare i riflessi caratteristici dell’animazione.

5. Delineazione (Blacklining). Tracciatura di linee nere pure attorno ai contorni, ai bordi e agli incavi della miniatura per separare visivamente ogni segmento di colore. In certe zone si possono usare toni più scuri, invece del nero, per realizzare questa delineazione e non saturare la miniatura con il nero.

Bardock, il padre di Goku, dipinto con la tecnica toon shading

Bardock classico di Dragon Ball Z dipinto da @alohachannel_

L’importanza della delineazione e del tratteggio (Cross-hatching)

Il blacklining o delineazione è il passaggio che consolida la tecnica cel-shading nella pittura di miniature. Consiste nel ripassare i contorni della miniatura, le pieghe strutturali e le separazioni tra i materiali utilizzando nero puro. Questo processo può essere eseguito usando inchiostri acrilici densi applicati con un pennello da dettaglio, oppure mediante l’uso di pennarelli di pittura acrilica che forniscono linee di spessore costante. È imperativo delineare soltanto i bordi principali e i dettagli che necessitano di profondità, poiché un eccesso di linee può saturare la figura e renderla visivamente confusa.

Oltre alla profilatura esterna, questa tecnica si appoggia sul tratteggio, o cross-hatching, e sui segni d’ombra con texture. Aggiungere linee sottili diagonali, graffi simulati o segni composti da tre o quattro tratti paralleli sui pannelli piatti o nelle giunzioni tra i colori evoca direttamente lo stile di inchiostrazione degli illustratori classici di fumetti. Questi dettagli non rispondono strettamente al modo in cui la luce funziona nella fisica, ma sono convenzioni del disegno 2D che, trasferite alla miniatura, migliorano la leggibilità geometrica del modello.

Il design delle basette e la presentazione visiva

Affinché l’illusione ottica rimanga coesa, l’ambiente fisico della miniatura deve condividere le stesse regole visive. Un aspetto fondamentale della tecnica cel-shading nella pittura di miniature è il design delle basette. Se un modello dipinto con ombre rigide poggia su una basetta texturizzata con sabbia, erba elettrostatica e una finitura realistica, la dissonanza visiva rompe immediatamente l’effetto fumetto.

Le basette devono essere dipinte in modo piatto oppure, in mancanza di ciò, bisogna applicare loro le stesse norme di blocchi solidi e delineazione utilizzate sulla miniatura. Il terreno della basetta serve come uno sfondo bidimensionale artificiale che contestualizza la figura tridimensionale.

Jujutsu Kaisen dipinto in cel shading

Mahoraga di Jujutsu Kaisen dipinto da @alohachannel_

L’uso del colore su queste basette permette inoltre di mantenere l’atmosfera da illustrazione. Invece di limitarsi a grigi o marroni terrosi, impiegare colori vibranti o persino invertiti, come una pavimentazione in toni viola con delineature di colore lilla chiaro, aiuta a separare cromaticamente il terreno dai piedi della miniatura, rafforzando quell’ecosistema di contrasti assurdi e irreali tipici delle graphic novel.

Scala e tabletop distance nella tecnica cel-shading

Implementare la tecnica cel-shading nella pittura di miniature richiede di anticipare da dove verrà osservato il pezzo. Durante il processo di pittura sotto una lampada con lente d’ingrandimento, le linee nere molto sottili e i dettagli minuziosi possono sembrare adeguati. Tuttavia, quando la miniatura viene collocata su un tavolo da gioco a una distanza standard, questi dettagli fini tendono a perdersi, facendo sì che i colori sembrino sfocati o mescolati e rovinando l’effetto cercato.

Per risolvere questo problema di percezione a distanza, conosciuto nell’hobby come tabletop distance, le linee nere di separazione devono essere tracciate con uno spessore molto più accentuato di quanto potrebbe sembrare logico da vicino. Una demarcazione spessa e decisa assicura che i blocchi di colore rimangano nettamente separati per qualsiasi osservatore, preservando l’estetica dell’animazione indipendentemente dalla distanza alla quale si trovi la miniatura rispetto a chi la osserva.

Goku bambino Super Saiyan 3 dipinto con cel shading

Goku bambino Super Saiyan 3 dipinto da @alohachannel_

In definitiva, questa disciplina pittorica mette il contrasto visivo al di sopra di tutto, scegliendo di costruire mappe di colore schematiche invece di ricreare texture fisiche. La tecnica esige dall’artista una reinterpretazione dei volumi, perdonando gli errori minori attraverso l’inclusione di ombre “sporche” o tratteggi imperfetti che, paradossalmente, aumentano la somiglianza dell’oggetto con un disegno tradizionale a inchiostro.

Padroneggiare la tecnica cel-shading nella pittura di miniature offre, attraverso l’imposizione di colori bloccati, illuminazione rigorosa e profilatura dei bordi, la possibilità di ottenere miniature e figure in generale che possono trasformarsi in un’illustrazione tangibile uscita direttamente da una vignetta.

Condividi

Articoli in relazione